| Paolo
Finoglio (1590-1645)
(Paulus
Finolius neapolitanus)
La
vita
Scarse
sono le notizie biografiche del pittore. Presumibilmente Paolo
Finoglio nacque ad Orta d'Atella (Napoli). Le firme apposte
ai suoi dipinti, nel dirlo neapolitanus, non smentiscono ma nemmeno
confermano questa circostanza, limitandosi a certificare che la
sua nascita è avvenuta a Napoli o negli immediati dintorni. Ugualmente
oscura è la data di nascita, seppur fissata per la fine del Cinquecento
(1590). Realizzava, firmava e datava i suoi primi dipinti tra il
1610 e il 1616, dopo l'apprendistato nella bottega di Battistello
Caracciolo. All'età di circa vent'anni, trovatosi in Puglia, nel
Salento, conobbe e sposò la leccese Rosa Lolli dalla quale ebbe
due figli: Beatrice e Giuseppe. Visse viaggando prevalentemente
tra la Campania e la Puglia. I suoi spostamenti sono infatti testimoniati
dalle numerose opere firmate dal pittore nel napoletano, nel salernitano,
nel leccese e a Conversano. Qui morì nel 1645. |
| La
formazione artistica 
Ricerche
storiche, indagini critiche e studi condotti sulla base dei restauri
effettuati
dala Sovraintendenza della Puglia hanno reso possibile una puntuale
conoscenza dell'opera pittorica di Finoglio e la sua collocazione
a fianco dei principali pittori della Napoli del Seicento. La sua
formazione artistica venne caratterizzata dall'arrivo e dai due
soggiorni a Napoli di Caravaggio fra il 1606 ed il 1610. La sua
vita artistica si articola in tre grandi periodi vissuti in diverse
località in cui apprende nuove tecniche e riceve continue ispirazioni.
Il periodo napoletano
E'
stato a lungo considerato dalla critica un pittore minore, sebbene
tutt'al più si potrebbe parlare di un pittore che, lontano dai fasti
della capitale, ha potuto godere meno,
rispetto ai contemporanei Cavallino, Caracciolo ecc., delle celebrazioni
ufficiali. Dopo i più recenti studi, ne esce pienamente rivalutato
e ricollocato nel suo giusto ruolo di artista di primo piano nella
storia dell'arte meridionale del Seicento. Studi
condotti dimostrano la sua collocazione a fianco dei più importanti
pittori della Napoli del suo tempo. Fu tra i primi ad essere chiamato
ad affrescare le lunette della sala capitolare e la cappella dedicata
a San Martino nell'omonima Certosa napoletana. Ed in più, tra gli
anni '20 e '30, produsse pregevoli ed ammirati dipinti a Pozzuoli
e nel Salernitano.
Il
periodo leccese
Le
prime notizie circa l’attività del Finoglio in terra
di Puglia risalgono intorno al 1610, quando dopo l’apprendistato
nella bottega del Caracciolo, il pittore si trovò nel Salento
con l’incarico di dipingere le quattro tele rappresentanti
le Storie di Abramo conservate oggi nella Chiesa del Rosario di
Lecce. Conferme a riguardo della sua presenza in territorio leccese
sono testimoniate dalla data (1616), riportata accanto alla sua
firma nella perduta pala d’altare a Supersano, e dalle ricerche
condotte negli archivi leccesi da Paone e Cazzato riguardanti il
soggiorno dell’artista in città fra gli anni dieci
e gli anni venti, che hanno messo alla luce documenti concernenti
affitti, vendite di immobili, certificati circa il matrimonio effettuato
con la leccese Rosa Lolli e atti di battesimo del figlio Giuseppe
avvenuti appunto in quel decennio.
Risultano, tuttavia, molto frammentarie le notizie riguardo i suoi
spostamenti durante gli anni successivi. Certi rimangono, comunque,
i ritrovamenti e le attribuzioni all’artista di opere custodite
in diverse chiese salentine: le due Reginae Martyrium all’interno
della Chiesa del Gesù di Lecce; la pala d’altare col
Martirio di Sant’Orsola nella Chiesa del Carmine della stessa
città; i due Santi della Cattedrale di Ugento e un dipinto
con Madonna e Santi firmata 1616 nella parrocchia di Supersano.
Di dubbia attribuzione risultano, invece, la tela della Madonna
e Santi rinvenuta a Tricase e datata 1650, probabilmente opera di
un seguace dell’artista o comunque risalente ad un periodo
non più salentino e un altro dipinto di stampo caravaggesco,
San Giovanni Battista, precedentemente attribuito a Sellitto.
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